Repubblica Socialista Sovietica Ucraina


“La conseguenza più importante per la causa nazionale ucraina delle trasformazioni avvenute tra il 1917 e il 1921 fu la nascita di una Repubblica Socialista Sovietica d’Ucraina al momento della costituzione nel 1922 di un nuovo Stato plurinazionale di carattere federale, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss).

La nuova compagine statale organizzava il territorio sulla base del principio nazionale, identificato su base linguistica, come criterio di definizione delle repubbliche che formavano l’Unione (alla sua fondazione esse erano Russia – a sua volta costituita come repubblica federale – Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia). Seguirono le politiche di indigenizzazione, volte a sostenere il gruppo etnico titolare delle varie repubbliche, che hanno fatto parlare Terry Martin di «Soviet Affirmative Action Empire».

Il potere bolscevico, oltre a connettere il principio nazionale a un territorio, favoriva anche la formazione di una classe dirigente locale nonché la diffusione della cultura nazionale.

La carta mostra l’evoluzione cronologica dello Stato ucraino, fra il 1917 (Repubblica ucraina di Kiev) e il 1954 (regalo della Crimea da parte del segretario sovietico Krushev).

Con la nascita dell’Urss venne costituita nel 1922 la Repubblica socialista sovietica ucraina (verde chiaro). Seguirono varie annessioni territoriali: dalla Polonia (verde scuro), dalla Romania (rosso e arancione), dalla Cecoslovacchia (azzurro chiaro).

La porzione gialla e grigia invece, pur se ucraina nel 1922, venne trasferita alla Russia nel 1924.

L’Unione Sovietica è crollata vent’anni fa, ma c’è ancora qualcuno che la rimpiange. Almeno in Ucraina, Paese spaccato, diviso tra est e ovest, bloccato ancora dopo decenni dall’indipendenza da Mosca, arrivata dopo il golpe di agosto nel 1991, tra un passato che non passa e un futuro incerto.

In Ucraina c’è ancora tanta gente che si guarda indietro e pensa che tutto sommato quando c’era l’Urss non si stava poi così tanto male. Secondo una ricerca parallela dell’istituto ucraino Rating e del russo Levada, infatti, quasi un ucraino su due (il 46%) rimpiange la vecchia Urss e circa il 70% di questi nostalgici ritiene che la dissoluzione dell’impero sovietico fosse evitabile.

Le differenze regionali sono evidenti: è soprattutto nei territori dell’est (55%) e del sud (58%) che la sparizione dell’Unione Sovietica è vista in negativo. Le punte massime si ritrovano nella regione del Donbass (65%), mentre all’ovest sono in pochi a lamentarsi dell’indipendenza da Mosca (18%). Il motivo di queste differenze è chiaro, dato che zone come il Donbass o la Crimea si sono sviluppate con gli zar e l’industrializzazione sovietica, l’etnia predominante è sempre stata qui quella russa, mentre regioni come la Galizia sono state per secoli sotto polacchi o austriaci e hanno una cultura, una tradizione (e anche una religione) essenzialmente diversa, più occidentale.

A Sebastopoli si sentono insomma più vicini a Mosca che non a Bruxelles, a Leopoli accade invece il contrario. Ma le differenze più rilevanti sono forse quelle relative all’età: sono i pensionati (69%) quelli che versano più lacrime per la scomparsa dell’Urss, mentre i giovani ventenni nati dopo il crollo del comunismo (19%) mostrano poco interesse per il passato. Cosa normale, all’est come all’ovest. I ragazzi ucraini di oggi guardano al futuro, come è giusto che sia.

Esibizione per il “300° anniversario dell’unificazione di Russia e Ucraina”, Kiev, 1954

Per secoli Russia e Ucraina sono state due parti di un tutto; per questo ancora oggi russi e ucraini si definiscono “fratelli”. Nell’antica cronaca russa “Повесть временных лет” (Povest’ vremennych let, “Cronache dei tempi passati”), Kiev viene definita la “madre delle città russe”: una frase molto ricorrente ancora oggi.

Nel 1954 in URSS venne organizzata una grandissima manifestazione per commemorare il “300° anniversario dell’unificazione di Russia e Ucraina”, un evento che si svolse nel 1654, quando l’etmano dell’esercito cosacco di Zaporozhe, Bogdan Khmeknitskij, richiese un incarico allo zar Aleksej Mikhailovich Romanov (padre di Pietro I). 

L’architettura urbana

In molte città dell’Ucraina sono ben visibili ancora oggi i tratti tipici dell’architettura sovietica: lo stile impero, le khrushchevki, i monumenti a Lenin (in gran parte demoliti con il processo di “desovietizzazione”).

Nonostante ciò, è facile restare incantati davanti alla diversità di paesaggi e stili architettonici che si incontrano nelle diverse parti del paese: la Crimea ha ospitato le residenze estive degli zar, riconvertite in sanatori e centri estivi giovanili durante l’epoca sovietica; la parte occidentale dell’Ucraina ricorda invece la vecchia Europa: nella città di Lvov sono stati girati numerosi film in stile “europeo”; per non parlare di Odessa, una città costruita dagli europei, che in qualche modo ricorda San Pietroburgo.

Khreshchatyk, la via centrale di Kiev, 1979
Khreshchatyk, la via centrale di Kiev, 1979

Il “granaio d’Europa”

L’Ucraina è caratterizzata in buona parte da un terreno molto adatto all’agricoltura. Il clima mite, poi, favorisce la coltivazione di cereali, frutta, angurie e uva. Una ricchezza da sempre “invidiata” dagli abitanti delle altre regioni dell’URSS prima, e della Russia poi. E non di rado le famiglie inviavano pacchi pieni di albicocche e meloni ai parenti che si erano trasferiti a vivere in zone meno ospitali del paese.

Qui si producevano farina, pane, latticini per tutto il paese, e venivano esportate frutta e verdura fresche; abbastanza fiorente anche l’industria vinicola, oltre agli impianti per la lavorazione dello zucchero.

Donne al mercato nella città di Kharkov, 1958-1959
Un mercato ortofrutticolo in una via della città di Eupatoria, in Crimea, 1979

Il benessere

Nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, la gente aveva sia la possibilità di concedersi una vacanza, sia di curarsi in uno dei tanti centri benessere. Sulle rive del Mar Nero (in Crimea, a Odessa e a Kherson) vi erano vari sanatori e centri per la cura della persona. In Crimea era inoltre possibile godersi delle escursioni in montagna e andare a sciare sui Carpazi.

Spiaggia nella città di Yalta, 1969


Sanatorio “Ucraina”, Crimea, 1959

In prima linea

Negli anni del Secondo conflitto mondiale, l’Ucraina si ritrovò al centro degli scontri. Tra il 1941 e il 1942 le truppe tedesche occuparono quasi tutto il territorio, rinchiusero gli ebrei in un ghetto e realizzarono esecuzioni di massa. Il fossato Babij Yar è tristemente noto per essere un sito di massacri, dove trovarono la morte più di 100.000 persone. L’Ucraina venne liberata dall’Armata Rossa nel 1943-1944, ma i danni furono enormi: moltissime le città e i villaggi completamente distrutti. Tra gli eroi ucraini non possiamo non ricordare Oleksiy Berest era uno di coloro, che hanno issato la bandiera sovietica al palazzo di Reichstag a Berlino

L’industria

Dall’estrazione mineraria a quella del carbone, dall’energia alla metallurgia… Si tratta di un elenco puramente parziale del grande complesso industriale presente nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. In epoca sovietica le fabbriche e le miniere lavoravano a ritmi serrati. 

Il porto di Odessa, 1958

Ucraina, nostalgia di Urss

Com’era la vita nell’Ucraina sovietica?

L’Ucraina fra Urss e indipendenza

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